Race il colore della vittoria – di Stephen Hopkins

Raggiungimento degli obiettivi

Race il colore della vittoria, un film sulla determinazione e tenacia necessarie per il raggiungimento degli obiettivi. Ispirato alla vera storia di Jessie Owens atleta nero vincitore di 4 medaglie d’oro ai giochi olimpici più contestati della storia. Quelli svolti in Germania nel 1936, in piena ascesa del nazismo e delle leggi raziali.

Questo film, a mio avviso, regala molti spunti di riflessione da un punto di vista puramente formativo:

  • Determinazione e la tenacia di Jessie per raggiugere il suo obiettivo, molto chiaro e forte nella sua testa, emozionalmente coinvolgente;
  • Giusta celebrazione dei successi che il coach Larry Snyder, pur burbero e molto esigente in fase di allenamento, fa nel momento della vittoria riconoscendo il valore di Jessie;
  • Empatia dimostrata da Snyder quando decide di viaggiare con i suoi soldi in 3^ classe, come il suo coachee, pur di seguirlo alle olimpiadi;
  • Potere dell’ancoraggio con Jessie che porta con sé il ciondolo con la foto della moglie ed una ciocca di capelli della figlia, o quando usa la spugna bianca al lato della pista per individuare l’esatto punto da cui saltare il salto in lungo e darsi il giusto slancio.

Ma attenzione particolare la voglio indirizzare agli spunti di coaching presenti nel film che sono davvero molti.

In primis in occasione della sua prima sconfitta, Jessie, da poco arrivato al college, dice al suo coach: “Pensavo di batterlo” ed il coach risponde: “Per quello che non l’hai fatto…. Si vince con la testa”.

O quando la moglie Ruth risponde alla frase di Jessie: “E se dovessi perdere?” – “Vorrebbe dire che i nazisti hanno ragione. Smetti di pensare, non ti farà vincere. Ascolta solo te stesso, ascolta il tuo cuore”.

Il risultato lo raggiungiamo grazie alle nostre risorse (tecnica, allenamento, abilità, determinazione….) meno le interferenze che ci distraggono e demotivano (dialogo interno, voci esterne, convinzioni limitanti….) come ci insegna Gallwey padre del coaching sportivo e mentale.

Il coach Snyder da un bell’esempio di come gestire le interferenze ignorando totalmente la voce urlante dell’altro allenatore (interferenza) e continuando il suo discorso motivazionale ai suoi dimostrando come possono azzittirsi le voci interne ed esterne.

Il mondo cambia con il nostro esempio e le nostre azioni non con le nostre opinioni (Paulo Coelho).

Altro spunto interessante ce lo offre sempre Ruth quando risponde a Jessie: “Non ti ho mai detto ciò che dovevi fare, per questo mi ami”, a dimostrazione che ciascuno di noi ha in sé tutte le risorse e le risposte necessarie. Bisogna semplicemente sapere come accedervi ed è questo il ruolo fondamentale e cruciale del coach. Dobbiamo credere in noi stessi e fare ciò che accende la scintilla nel nostro cuore. Non ciò che gli altri si aspettano da noi. Solo così faremo della nostra vita un capolavoro!

Buona visione e buona realizzazione a tutti!

 

di Federica Ferrante

Race il colore della vittoria

 

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